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venerdì 9 maggio 2014

Peppino vive ancora!

Accadeva 36 anni fa, nella notte tra l’8 e il 9 Maggio del 1978, moriva uno dei simboli dell’antimafia, Giuseppe Impastato, meglio conosciuto come “Peppino”.
Nato e morto nella sua Cinisi, in una famiglia mafiosa, quella stessa mafia che diventerà la sua grande lotta.
Un omicidio che troppo spesso è passato quasi inosservato, perché Peppino moriva nel silenzio, coperto dallo scalpore della morte di Aldo Moro.
Noi, come Associazione Malarazza invece ci teniamo particolarmente a ricordare Peppino, un uomo semplice che ha fatto della sua semplicità e della sua voglia di giustizia un valore, vogliamo ricordarlo perché ci dovrà essere sempre da esempio, nonostante la sua morte venga oggi fin troppo utilizzata come strumento di propaganda di politiche locali.
Ricordarlo così, con un suo celebre aforisma:
"Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.”

Ciao Peppino, grazie di tutto.

Scritto da Ivan Romano.

sabato 26 aprile 2014

28 anni fa....oggi!

28 anni fa , proprio in questo giorno , ossia il 26 aprile , si verificava il peggior disastro nucleare che il mondo abbia mai visto : Il disastro di Chernobyl .
Ora , vi starete sicuramente chiedendo come mai una piccola associazione che si occupa di progetti mirati al proprio territorio spenda parole sul disastro di Chernobyl e , per rispondere a questa più che giusta domanda , vi racconterò in pochissime righe cosa accadde a Chernobyl quel 26 aprile alle ore 01.26. 
Partiamo dall'origine , Chernobyl era una cittadina ucraina di 12.000 persone situata a circa 130 km da Kiev in una zona prevalentemente boscosa e sede di una centrale nucleare , costruita tra gli anni '70 e '80 , al cui interno vi erano 4 reattori.
Ora , senza scendere in tecnicismi , il meccanismo obsoleto dei vecchi impianti di raffreddamento il quale prevedeva l'utilizzo di grafite nel processo che , combinata al vapore acqueo , aumentava la "reattività" del nocciolo comportò un sovraccarico nel nocciolo stesso ed una successiva esplosione che staccò di netto la piastra di 1.000 tonnellate che copriva il nocciolo del reattore permettendo alle radiazioni di diffondersi nell'area circostante.
Pochi secondi dopo una seconda esplosione di potenza maggiore distrusse l'intero edificio del reattore e diede inizio ad una serie di incendi nella zone del terzo reattore (ancora in funzione al momento dell'esplosione).
Oltre alla morte degli sfortunati operai presenti nella centrale al momento dell'esplosione nei mesi successivi all'incidente di Chernobyl i morti per cancro alla tiroide (dovuta all'esposizione allo iodio 131) iniziarono ad essere migliaia non solo nelle zone limitrofe , ma anche in aree distanti kilometri , tutto per colpa dei venti che soffiavano nella zona nei giorni della tragedia che spostarono nubi tossiche nelle suddette zone.
Al giorno d'oggi i figli delle persone che furono esposte alle radiazioni nascono con gravi malformazioni o malati di tumore e Chernobyl , e tutta l'area circostante , si presenta come una città fantasma inabitabile e si prevede che non sarà possibile viverci almeno per i prossimi 20.000 anni.
La risposta del perchè abbiamo voluto dedicare un po di tempo a questo tema è che non bisogna mai dimenticare ciò che accadde il 26 aprile del 1986, un monito affinché l'umanità capisca  che l'energia non può provenire dal nucleare , che il nucleare è male e che l'unica via perseguibile è quella di un energia pulita ad impatto zero, per scongiurare altri disastri evitabili.

venerdì 11 aprile 2014

E siamo ancora qua!

E siamo ancora qua!
Forse sarebbe meglio iniziare questo primo blog con scritte tipo "Siamo tornati" o "Vi eravamo mancati?" , ma ho preferito optare per questa scelta di termini per indicare la nostra voglia, la nostra intenzione di rimanere ancora qua, di non sparire , se così si può dire, come la maggior parte delle realtà giovanili messinesi che tentano di fare "qualcosa" per la loro città.
Siamo ancora qua, con un direttivo nuovo e con tante nuove e belle iniziative da proporvi e da realizzare insieme.
Naturalmente il tutto è ancora in fase di elaborazione , ma ci tenevamo a farvi sapere che ci siamo e che presto avremo modo di farvi conoscere le nostre iniziative sul territorio e quant'altro.
Ricordo , infine , che la nostra è un'associazione apartitica nata semplicemente con lo scopo di fare , e non parlare soltanto , iniziative sul territorio, detto questo stay tuned , alla prossima!