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venerdì 9 maggio 2014

Peppino vive ancora!

Accadeva 36 anni fa, nella notte tra l’8 e il 9 Maggio del 1978, moriva uno dei simboli dell’antimafia, Giuseppe Impastato, meglio conosciuto come “Peppino”.
Nato e morto nella sua Cinisi, in una famiglia mafiosa, quella stessa mafia che diventerà la sua grande lotta.
Un omicidio che troppo spesso è passato quasi inosservato, perché Peppino moriva nel silenzio, coperto dallo scalpore della morte di Aldo Moro.
Noi, come Associazione Malarazza invece ci teniamo particolarmente a ricordare Peppino, un uomo semplice che ha fatto della sua semplicità e della sua voglia di giustizia un valore, vogliamo ricordarlo perché ci dovrà essere sempre da esempio, nonostante la sua morte venga oggi fin troppo utilizzata come strumento di propaganda di politiche locali.
Ricordarlo così, con un suo celebre aforisma:
"Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.”

Ciao Peppino, grazie di tutto.

Scritto da Ivan Romano.

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